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di Musica Sacra segnalate da E'
possibile pubblicizzare in questa pagina CD di Musica Sacra (corale,
strumentale ed organistica) 2010 - 2009 - 2008 - 2007 - 2006 - 2005 - 2004 - 2003 - 2002 La "Messa" di Martin. Nel 1966, sotto il titolo "La responsabilità di un compositore", Frank Martin (1890-1974) pubblicò un testo che rappresentava nel contempo una sorta di codice deontologico e di professione di fede, in cui sosteneva con convinzione: "Io sono persuaso che ogni opera d'arte che meriti questo nome porti in sé una morale. Quali che sia no i moti dell'anima, dello spirito, del- la sensibilità dell'artista che si ritro- vano nella sua creazione, anche se si tratta di paura o disperazione, la sua opera deve sèmpre portare il segno di questa liberazione, di questa subli mazione che in noi suscita una forma compiuta. Poiché la bellezza porta in sé una forza che libera il nostro spirito, qualunque espressione vi si incarni e anche quando esprime qualcosa che non si può dire attraverso le parole". Tali profonde riflessioni gettano una luce chiarificatrice sulla natura intima della "Messa per doppio coro a cappella", che il musicista svizzero concepì tra il 1922 e il 1926 ma che poi lasciò nel assetto per quasi quarant'anni: "La consideravo solo una questióne personale tra me e Dio", disse lo stesso autore di questa sua composizione sacra, che venne eseguita per la prima volta solo nel 1963. Al fianco di alcune opere vocali di 0livier Messiaen, nella recente incisione realizzata dall'impeccabile RIAS- Kammerchor diretto da Daniel Reuss (CD pubblicato da Harmonia Mundi), la Messa di Martin rivela in toto la propria straordinaria coesione, in una sintesi mirabile operata tra il saldo radicamento in lunghi secoli di tradizione liturgica cattolica e la forte tensione ecumenica di uno spirito libero e moderno come quello del compositore. Le cinque sezioni dell'Ordinarium Missae vengono qui affrontate ricor- rendo a uno stile modale austero e conciso, attraverso una condotta semplice e principalmente omofonica, fermamente ancorata alle fonda- menta del canto gregoriano ma a tratti ravvivata da qualche spunto impressionistico raveliano, con poche e mirate dissonanze; un'opera che si impone come la primaria necessità espressiva di un musicista in cui le dimensioni artistica e spirituale vivono strettamente correlate; ma che riconosce nel proprio mestiere di compositore il primo gesto di cosciente appartenenza al Mistero. Gli impervi percorsi di Schonberg risalendo "La Scala di Giacobbe". A rimanere disorientato di fronte ai primi lavori di Arnold Schonberg altri non è che Gustav Mahier, autore la cui spinta innovativa è peraltro ancor oggi riconosciuta come fulcro imprescindibile del tracciato compositivo a cavallo tra XIX e XX secolo. L'attività teorica e creativa compiuta da Schonberg nell'ambito dell'atonalità e della dodecafonia ha comunque rappresentato la svolta più geniale e rivoluzionaria dell'intero Novecento musicale. A capo delle solide formazioni del Rundfunkchor e della Deutsches Symphonie-Orchester di Berlino, il direttore Kent Nagano è andato recentemente a riscoprire uno dei più significativi manifesti artistici del compositore viennese: l'incompiuto oratorio La Scala di Giacobbe (cd pubblicato da Harmonia Mundi), riproposto dopo uno scrupoloso lavoro svolto direttamente sulla partitura autografa, riprodotta in fac-simile in una traccia cd-rom interna al disco. L'opera fu concepita nei tragici anni in cui l'Europa veniva travolta dalla Prima Guerra mondiale, quando lo stesso autore venne chiamato alle armi per ben due volte. Il soggetto prende spunto dal Libro della Genesi, in particolare dall'episodio in cui a Giacobbe appare in sogno una scala, la cui base posa sulla terra mentre la cima raggiunge il cielo, a simboleggiare il punto d'incontro tra la dimensione materiale e quella spirituale. Partitura ricca di riferimenti al pen- siero filosofico ed estetico, di rimandi alle avanguardie letterarie e figurative che animavano la vita culturale del tempo, La Scala di Giacobbe è avvolto in una sorta di misticismo visiona- rio che colloca la musica al di fuori di quàlsiasi categoria spazio-temporale. Inaugurando inediti ambiti espressivi che trascendono ogni vincolo for- male e armonico per celebrare la nascita di un nuovo linguaggio, il cui profondo significato metafisico viene testimoniato dalle parole con cui l'arcangelo Gabriele apre l'intero oratorio: "Vuoi a destra o a sinistra, avanti o indietro, sopra o sotto, ognuno deve procedere, senza chiedersi che cosa si è lasciato alle spalle o si troverà di fronte". IL "CANTO POPOLARE RELIGIOSO IN ITALIA". Novità editoriale in occasione del Centenario del Motu-Proprio di San Pio X sulla Musica Sacra (1903-2003). Il CD è stato presentato in conferenza radiofonica con intervista a Mons. Alessandro Maggiolini (Vescovo di Como) domenica 7 settembre 2003 su RADIO 24 nella trasmissione "Musica Maestro" alle ore 20. L'Etichetta discografica "La Bottega Discantica" di Milano ha pubblicato nel mese di luglio 2003 un CD in occasione del centenario del "Motu Proprio" di S.Pio X sulla Musica Sacra (1903). Si tratta di una bellissima antologia di canti preconciliari e di musiche organistiche composte sulla scia del Motu Proprio e dei successivi documenti. Un documento storico per far riascoltare il canto popolare e la musica eseguita nelle nostre chiese prima del Concilio Vaticano II. Questo singolare progetto è stato realizzato dall'esecuzione del Gruppo Vocale "Nova et Vetera", Organista e Direttore: Sergio Militello. Il Compact Disc intitolato "INNI E CANTI. Il canto religioso popolare" contiene un elenco pressoché rappresentativo di composizioni composte o pubblicate dalla fine del XIX secolo sino alla prima metà del Novecento da nomi che hanno tenuto vivo il discorso di musica di chiesa nella nostra penisola italiana: F.Tavoni, L.Perosi, P.Magri, A.Castelli, F.Caudana, R.Casimiri , L.Guida, L.Picchi. Degno di nota è la presenza in questa registrazione dell'inno "A SAN PIO X" composto da Federico Caudana. Il CD "INNI E CANTI" è reperibile presso i negozi di Musica, presso il CENTRO DIFFUSIONE MUSICA SACRA o più direttamente presso l'Editrice "La Bottega Discantica"(Via Nirone, 5 - Milano): Tel. 02.862966. Compact Disc "INNI E CANTI. Il Canto Popolare Religioso in Italia". Edizioni "La Bottega Discantica" (Milano), numero di catalogo: ACG 1001. Le opere sacre di Heinrich Schutz in CD. Per poter medio apprezzare la maestosità delle guglie che sovrastano le cattedrali sonore di Johann Sebastian Bach, sarebbe bene soffermarsi almeno ima volta ad ammirare le solide fondamenta su cui poggiano alcuni capolavori del passato, come le opere di carattere religioso di Heinrich Schutz. Autore di assoluto rilievo nel panorama musicale sacro della Germania luterana del XVII secolo, lungo tutta la sua lunghissima parabola esistenziale (avviata nel 1585 a Kostritz, in Turingia, e chiusa nel 1672 a Dresda) Schutz ha rappresentato un importante anello di congiunzione tra l'illustre tradizione polifonica del Rinascimento e la spinta di modernità proveniente dagli ambienti italiani nei primi decenni del Seicento, dove l'opera lirica cominciava a muovere i suoi primi passi. Dando vita a un percorso creativo originale e di assoluto valore, che il "Vokal Ensemble Munchen", guidato da Martin Zóbeley, ha inteso raffigurare con una significativa selezione di lavori per varia destinazione liturgica (estratti dai "Dodici Canti Sacri" del 1657), ma soprattutto con la splendida "Johannes-Passion" (CD pubblicato da Aeolus). È questa un'opera riconducibile alla tarda maturità del musicista tedesco, prosciugata nella forma e nel linguaggio attraverso uno stile compositivo severo e disciplinato; un rigore di ascendenza quasi medievale nel rendere con linee sobrie e asciutte la narrazione evangelica delle ultime drammatiche vicende terrene di Gesù. Riportando alla memoria il clima austero di un'antica sacra rappresentazione, al suono e alla forza espressiva delle sole voci (senza alcun accompagnamento di strumenti) viene affidata la descrizione degli episodi dell'arresto, del confronto con Anna, Caifa e Piiate, del rinnegamento di Pietro, della condanna e della morte sulla croce; una sequenza incalzante a cui l'autore partecipa con sincera commozione. Come un ideale, Schutz apre così la strada ai suoi discepoli, anche i più illustri, accompagnandoli tra le selve oscure di un arte musicale altamente spirituale; e uno scenario di intensa suggestione si spalanca finalmente sulla grandiosa produzione delle Passioni bachiane. Nuovo CD di musica liturgico russo-ortodossa. Una svolta decisiva nella storia del mondo slavo avvenne quando, nell'anno 988, il sovrano Vladimir, Gran Principe di Kiev, e tutto il suo popolo si convertirono al Cristianesimo, abbracciandone il rito ortodosso. Da quel momento i più importanti architetti e artisti bizantini vennero invitati nelle terre di Russia affinchè contribuissero con le loro opere a decorare le chiese e a impreziosirne le celebrazioni liturgiche; dando vita, dal punto di vista musicale, ad un repertorio che con il passare del tempo ha acquistato una posizione sempre più autonoma, ricca di caratteri peculiari e originali. Nel CD "The Powers of Heaven" (pubblicato da "Harmonia Mundi") Paul Hillier e l'Estonian Philharmonic Chamber Choir ce ne forniscono una significativa testimonianza, attraverso una selezione di brani temporalmente racchiusi tra la seconda metà del XVII secolo e i primi decenni dell'Ottocento, ad opera di compositori come Vedel e Bortniansky, ma anche come gli italiani Galuppi e Sarti, giunti a Pietroburgo per ricoprire cariche di assoluto rilievo nella vita musicale di Corte; autori che seppero riprendere e rielaborare polifonicamente gli antichi canti della liturgia russo-ortodossa, monodici (eseguiti a una sola voce, da un singolo cantante o da più interpreti all'unisono) e "a cappella". Ma semplici disamine di carattere stilistico e tecnico ben poco potrebbero render conto del fascino di una musica che non può essere disgiunta dallo splendore dorato dei mosaici, dall'austera fissità delle icone o dal profumo penetrante dell'incenso. Di un'arte chiamata a esprimere in ogni sua forma il religioso trionfo di una bellezza che è segno evidente della presenza di Dio sulla terra.
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